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Descrizione dell’edificio
La tipologia edilizia
I vantaggi della terra cruda
Storia di Selargius
Notizie storiche
I passaggi di proprietà
Interventi di recupero sull’edificio
La divisione della casa a corte

I principali elementi di fabbrica
Le fondazioni
Il prospetto
I mattoni
La pavimentazione
Gli affreschi
L’impianto elettrico

Progetto di recupero dell’edificio
Il degrado sul prospetto
Il degrado negli interni
Il degrado delle coperture
Il recupero degli infissi

Riferimenti
Bibliografia

:: Interventi di recupero

Fino al 1775 non si conoscono i proprietari né le vicissitudini che hanno interessato l’abitazione di cui si sta trattando; dai testamenti ritrovatisi si suppone che l’edificio avesse notevoli dimensioni fino al 1881, anno in cui fu diviso per passare in parte a Giuseppino Cabras Rundeddu ed in parte al fratello Paolo Cabras Rundeddu.

1881 -  Prima divisione dell’edificio in due parti.

1894 -  Rifacimento del tetto del magazzino caduto a causa dell’alluvione che aveva colpito Selargius la notte fra il 29 ed il 30 Novembre del 1893. Come questa casa anche molte altre furono danneggiate dall’alluvione come si legge dall’articolo de L’Unione Sarda del 30 Novembre 1893: “(…) Moltissime case furono diroccate. Lo squallore è immenso”.

 1912 -  Nuova costruzione del prospetto ad opera di Efisio Luigi Putzu. Il prospetto fu modificato secondo il gusto del tempo, precedentemente si presentava con i mattoni in ladiri faccia a vista, da questo momento in poi la facciata è intonacata, presenta cornici attorno alle finestre, compare un balconcino. In riferimento al balconcino è utile riportare le parole di Antonello Sanna per capire i motivi per cui ad un certo punto la facciata presenta delle modifiche sostanziali. “(…) si deve pensare al balconcino come ad un elemento costruttivo introdotto a seguito delle capillari innovazioni culturali a cavallo del secolo: i nuovi ceti della borghesia rurale, che assimilano stili di vita e canoni urbani, mutuarono dalla vicina Cagliari la predisposizione  all’affaccio introducendo nella “casa introversa” il palazzetto collocato a filo strada e con il nuovo attribuito del balcone. (…) l’elemento emergente diventa il parapetto, in ferro lavorato sempre secondo canoni e linguaggi liberty, oppure in cemento colato negli stampi delle vicine piccole fabbriche di manufatti classicisti prefabbricati per il decoro edilizio”.

1927 -  Rifacimento del loggiato antistante il magazzino.

1975 -  L’edificio subisce un’ulteriore divisione e da questo momento fino ai nostri giorni  la  struttura generale non ha più subito modifiche, nel senso che il corpo centrale  non è più stato suddiviso.  

1975 -  Vengono cambiati tutti i pavimenti dei loggiati e quelli della cucina.

1986 -  Il cortile viene lastricato, precedentemente era sempre stato in terra.

1994 -  Nuova pavimentazione del loggiato.

Ristrutturazione del prospetto (nessuna variazione apportata al prospetto realizzato nel 1912, viene fatta una sostituzione di tutti gli elementi cementizi deteriorati che decorano lateralmente le finestre ed il balconcino).

1994 -  Rifacimento dei muretti che si affacciano sul cortile e della tettoia esterna della cantina.

Rinvenimento della pitture su tutte le porte e le finestre che si affacciano sul loggiato principale e loro successivo restauro. Gli strati di pitture rinvenute erano parecchi, si è ritenuto storicamente più interessante riportare completamente alla luce il primo strato, costituito da vasi di fiori, uccelli e  viti, a seconda della funzione della stanza della cui porta facevano da cornice. Lo strato immediatamente superiore rispetto al precedente era costituito da scene con mascheroni risalenti al periodo fascista, comprensibile per comparazione con altre pitture del tempo.

1997 -  Rifacimento del tetto del magazzino.

 


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