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Il degrado negli interni
Il degrado delle coperture
Il recupero degli infissi

Riferimenti
Bibliografia

:: Degrado delle coperture
Uno dei primi elementi da recuperare negli edifici è la copertura, perché un non buon mantenimento di essa provoca conseguenze spiacevoli e danneggiamenti anche in altre zone della struttura. Il motivo fondamentale è il fatto che l’acqua che cade sulla copertura, se non convogliata in gronde a causa di perdite,  si infiltra nel tetto e, con l’andare del tempo, ne rovina i materiali che lo costituiscono.

La copertura di una “casa campidanese” è, in generale, data dalla seguente stratificazione:

  1. coppi (tegole)
  2. malta di calce
  3. incannucciato
  4. intelaiatura che regge la struttura sovrastante (la gran parte delle travi sono in castagno).

In particolare in questa abitazione le zone delle coperture più degradate sono quelle di protezione della “lolla”. Le travi hanno mantenuto nel tempo la loro compattezza, mentre l’incannucciato è, in certe zone, fortemente deteriorato, pertanto quando piove spessissimo l’acqua trapassa la copertura e cade nella “lolla”.

L’incannucciato marcito o deteriorato deve essere necessariamente sostituito, almeno quando le condizioni sono proprio irrimediabili, ma solo nelle zone in cui è danneggiato.

Naturalmente anche la scelta delle canne da sostituire è accurata, la loro raccolta deve essere effettuata fra gennaio e febbraio a causa della maggiore durezza che presentano in quel periodo perché, di conseguenza, assicurano dei tempi di resistenza superiori.

Le canne vengono legate fra loro in maniera tale che costituiscano una struttura unitaria, lo spago che viene utilizzato è detto “sa marredda”.

 


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