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Riferimenti
Bibliografia

:: Degrado e proposte di intervento sui Prospetti - sezioni interni e vani interni
Sui prospetti che si affacciano all’interno dell’edificio e nei vani interni allo stesso si presenta solamente degrado legato all’umidità:
  • All’umidità risalente dal sottosuolo
  • All’umidità dovuta all’azione degli agenti atmosferici (in particolar modo dovuta alla caduta delle acque meteoriche).

 

Umidità causata dalla caduta delle acque meteoriche 

Analizzando come primo fenomeno quello della caduta delle acque meteoriche si può dire che le conseguenze sono simili a quelle già descritte per il prospetto esterno, si hanno zone in cui la caduta della pioggia ha macchiato tutta la muratura (la superficie risulta bagnata), altre in cui lo stesso fenomeno ha provocato il distacco della tinta, altre in cui si è avuta un’alterazione cromatica.

Il modo di porre in evidenza questo degrado è stato lo stesso rispetto a quello usato in precedenza per il prospetto principale.

Non essendo presente una gronda questo fenomeno si presenterà ripetitivamente ogni qualvolta l’acqua che cade sulla muratura non sarà in grado di evaporare tempestivamente dalla superficie stessa.

Sarà pertanto necessario di volta in volta ripristinare gli intonaci che risulteranno o fortemente imbevuti d’acqua o avranno subito distacco dalla muratura o  avranno semplicemente cambiato l’originale tonalità del colore.

Gli intonaci non dovranno mai avere una componente cementizia, la quale non consentirebbe una corretta traspirazione del muro per cui il fenomeno si ripresenterebbe con una frequenza superiore a quella che si avrebbe con l’utilizzo della sola calce. Per quanto concerne la composizione dell’impasto da utilizzare, esso è stato descritto nel paragrafo precedente.

Per quanto concerne le zone in cui sono presenti dei dipinti queste vanno trattate in maniera differente.

Infatti queste devono essere trattate “con materiali non reversibili come i perni in resina che ripristinano la continuità tra le parti crepate dell’intonaco e la superficie muraria”.

La presenza dell’umidità negli ambienti interni è dovuta a diversi fattori:

  • l’azione espansiva dei sali solubili durante l’idratazione
  • il differenziale di espansione termica dei cristalli di sale
  • l’azione espansiva dovuta ad un innalzamento della temperatura dell’umidità
  • i cicli bagnato-asciutto.

L’ultimo punto è quello che descrive ciò che maggiormente danneggia una struttura e che è maggiormente visibile nelle costruzioni in terra cruda.

Nel caso poi in cui questi edifici si trovino in luoghi moto aridi, come in Sardegna, i cicli bagnato-asciutto hanno come grave e frequente conseguenza lo sfarinamento della superficie muraria.

Umidità dovuta alla risalita dell’acqua per capillarità

 Per quanto concerne l’umidità dovuta alla risalita capillare dell’acqua le modalità di intervento sono indubbiamente più difficoltose ed onerose, soprattutto nel caso in cui l’acqua intacchi il ladiri vero e proprio, per cui risulti necessario un rafforzamento della struttura con l’inserimento di nuovi mattoni in fango nello spessore interessato, come già descritto nel paragrafo precedente. Nel caso in cui, invece, l’umidità si presenti solo sulla superficie della muratura è necessario effettuare una pulizia al di sotto del vecchio strato di intonaco (vedi paragrafo precedente), e, successivamente, ricreare un nuovo strato di calce.

Di seguito si riporta un’immagine significativa, in cui si spiega il perché l’utilizzo della calce sia molto meno dannoso e più efficace contro l’umidità di risalita capillare, rispetto all’utilizzo del cemento.

 

Le immagini successive rappresentano diverse zone dell’abitazione intaccate dall’umidità dovuta alla risalita capillare dell’acqua.



 


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