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Descrizione dell’edificio
La tipologia edilizia
I vantaggi della terra cruda
Storia di Selargius
Notizie storiche
I passaggi di proprietà
Interventi di recupero sull’edificio
La divisione della casa a corte

I principali elementi di fabbrica
Le fondazioni
Il prospetto
I mattoni
La pavimentazione
Gli affreschi
L’impianto elettrico

Progetto di recupero dell’edificio
Il degrado sul prospetto
Il degrado negli interni
Il degrado delle coperture
Il recupero degli infissi

Riferimenti
Bibliografia

:: L’edificio: notizie storiche tratte dagli archivi della casa

29/07/1775
Prime notizie certe dell’esistenza dell’edificio presenti nel testamento di Maria Luxoria Sanna, la quale nomina il figlio reverendo Giovanni Battista Atzeni, avuto in prime nozze, come esecutore testamentario, e lascia, alla sua morte, l’abitazione alle sue figlie Maria Agostina Manca Sanna  e Maria Caterina Manca Sanna, avute in seconde nozze. “Hecho se ha este mi testamento, en mi casa, y solita habitation mia vita, puesta dentro al poblado de esta … de Selargius e nel rejinsado vulgo dho Bia Settimo, en los robredhos dia, mes y año.”

Le datazioni relative ai passaggi compresi tra il 1775 ed il 1855 non sono documentate, ma come leggibile dal documento seguente risalente appunto al 1855, la casa era passata alla famiglia Perpignano (Angela Cadello e figlia Rita Perpignano, eredi di Gaspare Perpignano) che, evidentemente, si era indebitata con il Maggi di Genova, il quale aveva posto ipoteca sulla casa, che però era già stata acquistata da Efisio Cabras. L’atto di acquisto della casa da parte del Cabras è stato distrutto dai bombardamenti che hanno colpito la Conservatoria dei registri di Cagliari nel 1943.


30/09/1855
La piena proprietà della casa passa a Efisio Cabras Tronci, il quale la ottiene dopo una controversia avuta con il genovese Luigi Maggi e risolta dal notaio Siddi. Il Maggi aveva posto un’ipoteca sulla casa dopo che la medesima era già stata acquistata dal Cabras.

“…il Cabras è pieno proprietario della casa che il Maggi vuol si far aggiudicare fin dal 23 8bre 1853 come risulta dallo strumento rogato dal Not.io Efisio Siddi, su che il dritto di ipoteca a favore del Maggi sull’eredità Perpignano non può datare che dalla pendenza 14 luglio 1855 in forza della quale agisce sul pagamento del suo credito verso il Cabras come terzo possessore. Si che non è stabilita anche l’identità della casa che vuole che sia aggiudicata col numero del catasto ed altre   indicazioni    prescritte   nell’abitato 762 del codice  di   procedura.”

 


16/06/1862
Atto di donazione della casa da Efisio Cabras al figlio Giuseppino Cabras Rundeddu. “Corpo di case di Bia de Mara confinante colla strada, Teresa Melis per due lati, e con Paolo Cabras distinta col n° di mappa 9441 e 9442.” L’edificio ha subito una prima divisione: Efisio Cabras, padre di Paolo e Giuseppino, divide, con questo atto testamentario, la casa in due parti. Si fa qui riferimento alla parte spettante a Giuseppino perché questa è stata successivamente ereditata dagli attuali proprietari. 

 

 


26/07/1881
Nuovo atto testamentario da parte di Efisio Cabras in cui conferma la volontà della cessione, di cui al punto precedente, allo stesso figlio Giuseppino Cabras Rundeddu. “Corpo di casa nell’isolato Bia de Mara, confinante colla strada, con Teresa Melis per due lati, e con Paolo Cabras distinto con n.° di mappa 9441 e 9442.” Efisio Cabras Tronci aveva dovuto redigere nuovamente il testamento per l’acquisizione di nuove proprietà e dato che precedentemente erano stati commessi degli errori sulle sue proprietà in denaro.



 


1902
Porzione di edificio spettata a Saverio Cabras Pisu fu Giuseppino in tutela della madre Filomena Pisu. “Una casa posta nel popolato di Selargius e strada Bia Settimu col numero civico 43. (…) a mezzodì a casa di Raffaele Nonnis, per maestrale alla strada Via Settimo, per levante a casa di Paolo e Giuseppe Cabras…”
 

 


 


17/03/1903
Atto di donazione della casa per promessa di matrimonio fatto da Saverio Cabras a favore della promessa sposa Putzu Speranza di Efisio Luigi. “Casa ad uso di abitazione posta entro Selargius avente in catasto i mappali 9441 e 9442 e confinante a Nonnis Rafaele, a Cois Rafaele, a Cabras Felice e a detta strada (…) A favore della sua promessa sposa Putzu Speranza di Efisio Luigi, nubile, nata e domiciliata in Selargius...”

 

 

 


07/09/1940
Verbale di registrazione  del testamento olografo di Cabras Saverio, redatto il 20 Ottobre del 1927, in cui si conferma la volontà di donazione della propria abitazione alla moglie Putzu Speranza. “Dono alla mia moglie Putzu Speranza completamente la casa in cui abitiamo con quanto in essa si troverà alla mia morte..”


 


17/12/1957
Verbale di registrazione del testamento olografo redatto da Putzu  Speranza in cui è scritto: ”1) Lascio a Putzu Francesco, figlio di mio fratello Pietro tutta la casa in Selargius dove abito, in ricompensa dei lavori eseguiti dallo stesso nipote nella mia casa…”

 


 

 


06/04/1959
Trascrizione n° 3912 della successione di Putzu Speranza con n° 32, in cui si attesta il passaggio dell’edificio nei confronti di Putzu Francesco fu Pietro. “Casa in Via Dritta (ora Via Roma) foglio 41 mappale n° 600  mq 1035 Reddito  L. 150,80”

 

 

 


07/09/1962
Per testamento di Francesco Putzu Frau la casa viene ulteriormente divisa e passa in parte alla moglie  Maria Luigia Atzeni Cara (edificio in questione) ed in parte al figlio Pietro Putzu Atzeni, “lascio per legittimità a mio figlio Pietro (…) la parte rustica della casa che ho ereditato da Zia Speranza e più precisamente dal centro della cisterna in linea reta allo spigolo del magazzino grande verso sud con ingresso dal portone di via Roma”. Francesco Putzu, nel redigere il testamento, non aveva citato tutti i suoi beni, esprimendo la volontà che, tutti quelli non nominati, andassero alla moglie Maria Atzeni la quale, in tal modo, ereditò anche l’abitazione di cui si tratta in questa tesi.

 


16/04/1979
Per testamento di Maria Luigia Atzeni Cara ved. Putzu  la casa passa al figlio Felice Putzu Atzeni, il quale è l’attuale proprietario, “lascio in proprietà a Felice la casa in via Roma…”.  

 


 

 

 


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