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La
storia di Carloforte inzia nel 1737, quando un gruppo di liguri occuparono
l’isola su invito del re Carlo Emanuele III. Precedentemente un migliaio
di coloni originari di Pegli, comune appunto del genovese, lasciò la
propria regione al comando dei Limellini e si diresse verso Tabarka,
piccolo centro della Tunisia, per dedicarsi alla pesca del corallo. Le
incursioni barbaresche e la diminuzione delle risorse coralline
costrinsero queste persone a lasciare la Tunisia e ad accettare l’invito
dell’allora Re d’Italia, dal quale la cittadina prese il nome (era detto
Carlo Emanuele detto il Forte).
L’isola
fu scossa da diverse invasioni fra cui quella da parte di corsari tunisini
che abbandorano l’isola con 800 persone in ostaggio, che furono liberate
solo qualche anno dopo grazie all’intervento di Carlo Emanuele IV. La
cittadina è esempio tipico della cultura barocca, con le sue mura ai cui
vertici sono presenti le torri e con le sue chiese (San Carlo Borromeo del
1875, Dei novelli Innocenti e la Madonna dello Schiavo).
Il
secolo scorso Carloforte visse un periodo di importante stabilità
economica attraverso l’attività mineraria, mentre con il calo della
poduzione mineraria le attività si spostarono sulla pesca e
sull’artigianato marittimo, risorse che ancora oggi rappresentano il
lavoro principale dei carlofortini (turismo a parte).
Carloforte è raggiungibile dopo circa
mezz’ora di navigazione su un traghetto che parte
dal porto di Portoscuso e dalla cittadina di Calasetta (nell’Isola di
Sant'Antioco).
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